Ricordava d’aver buttato una volta uno scellino nella Serpentina. Ma chi non ha ricordi? Ciò che l’attraeva era ciò che vedeva qui, ora, dinanzi a lei; la pingue signora nel tassì. Ma che importava, allora, ella si domandava procedendo verso Bond Street, che importava ch’ella dovesse, ineluttabilmente e completamente, cessare di vivere? Tanto fervore di vita sarebbe continuato senza di lei, e se ne risentiva forse? o non era piuttosto consolante la certezza che la morte
poneva fine a tutto; ma che in certo modo, nelle vie di Londra, nella gran marea delle cose, qui, là, ella sopravviveva, Peter sopravviveva, e vivevano uno nell’altro, e lei era parte - l’avrebbe giurato - degli alberi a Bourton; di quel brutto casamento laggiù, trasandato e tutto pezzi e bocconi; parte di gente che non aveva mai visto al mondo; distesa come un velo di nebbia tra le creature che le erano più amiche, che si protendevano a sollevarla così come aveva visto gli alberi sollevare la bruma tra i rami; eppure si estendeva quanto mai lontano, quella vita che era poi lei.
Virginia Woolf -La signora Dalloway