Arte1misia: proviamolo! Let me try it!

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So what do I do here? I Re/blogging my favorite photos, sharing stuff with followers, tagging, and more of those in that way I take a break :-)

I am enjoying myself, having a good time on tumblr because you don't die to know if someone is reading me. It's interactive but not all that much. Fair enought. I'm a bit asocial too!



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ovvero che faccio qui? Beh, salvo e ribloggo le mie foto preferite, le condivido con chi mi segue, aggiungo la tag e mi rilasso
:P
Nell'attesa su tumblr mi diverto forse perchè non è un blog in cui senti il muschio crescere prima di sapere che c'è qualcuno che ti legge! E' interattivo MA non troppo. Il giusto! Perchè un minimo asociale lo sono!
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Latte, non sai cosa bevi

Tutte le strade portano al macello

Un luogo comune vuole che chi non mangia carne ma solo derivati animali, come latte e uova, non contribuisca all’uccisione degli animali. Non è così.
La strada verso il macello per le mucche ”da carne” è breve (2-3 anni); quella delle mucche ”da latte” si allunga un po’ (5-6 anni), ma porta ugualmente al macello. E dopo sofferenze atroci.
Bere latte vaccino o mangiare formaggio, con o senza caglio animale, significa causare la macellazione dei vitelli, che la mucca viene costretta a partorire, per poter produrre latte.
Non c’è nulla di ”naturale” nella produzione di latte vaccino e nel suo consumo da parte nostra: le madri producono questa secrezione mammaria per nutrire i propri vitelli.
L’allevatore si intromette in questo ciclo naturale e lo sconvolge in modo drammatico.


La ”via lattea” è costellata di sofferenze

La mucca destinata alla produzione di latte subisce innumerevoli violenze.
Innanzitutto, viene ingravidata con l’inseminazione artificiale per consentire all’allevatore di programmare la mungitura.

La lattazione e quindi la produzione è possibile infatti solo dopo la nascita del vitello, che viene separato dalla mucca subito dopo il parto. La madre lo cercherà invano per giorni. Suo figlio, costretto ad una alimentazione artificiale, se maschio verrà macellato entro pochi mesi (per produrre la ”vitella da latte”), se femmina trascorrerà alcuni anni, imprigionata in un allevamento, a figliare per produrre latte. In ogni caso, tutti questi animali sono destinati al macello. Dopo il parto, la mucca ”da latte” produce latte per circa dieci mesi. Negli allevamenti, però, viene nuovamente fecondata ancor prima che la lattazione finisca, per la massima continuità della mungitura. Il regime di sfruttamento è molto pesante: dopo quattro-cinque cicli di lattazione con relativi parti di vitelli, la mucca comincia a perdere ”produttività” a causa di malattie come le mastiti, indotte dalla mungitura continua, quasi sempre meccanica, o semplicemente per l’eccessivo sfruttamento. Per l’allevatore è quindi più redditizio mandarla al macello e venderne la carne, sostituendola con un animale più giovane ed ”efficiente”.

Così, una mucca che in natura potrebbe vivere fino a quarant’anni, chiusa in un allevamento o in una fattoria biologica viene uccisa dopo pochi anni di sfruttamento. Essendo relativamente a buon mercato e di produzione nazionale, le mucche ”da latte” forniscono molta della carne che troviamo nelle macellerie italiane, e negli hamburger di McDonald’s.
L’indotto legato alla macellazione dei bovini è vasto: la pelle è utilizzata per confezionare scarpe, vestiti, arredi; il collagene viene impiegato dall’industria cosmetica; la gelatina è usata nella produzione di pellicole fotografiche; con le ossa sono realizzati filtri; gli ”scarti” (corna, unghie, sangue…) diventano concime.

[continua a leggere qui: http://www.vegetariani-roma.it/latte-non-sai-cosa-bevi.html

… ok. ehm… no, ok. ora non posso fare finta di non saperlo.

Latte ne bevo pochissimo ormai, preferisco il té

Billie Holiday - Am I Blue <3